Cos’è l’accumulo termico

Quando si parla di fonti rinnovabili, la prima cosa che viene in mente è il pannello solare termico, che immagazzina il calore solare durante il giorno per sfruttarlo anche nelle ore notturne.

I pannelli solari termici consentono di utilizzare l’energia raccolta per il riscaldamento domestico e la produzione di acqua calda sanitaria. Il tutto a costo zero. La nota dolente di questi impianti è l’elevato costo per l’installazione e le dimensioni decisamente grandi.

L’alternativa ai pannelli solari oggi si chiama accumulo termico. L’energia termica si trova nelle lunghezze d’onda dell’infrarosso dello spettro elettromagnetico solare. Tale radiazione può essere assorbita ed accumulata all’interno di un edificio grazie all’utilizzo di materiali dall’elevata capacità termica come il calcestruzzo. Dopo qualche ora dall’accumulo, l’energia termica viene nuovamente irradiata verso l’interno dell’edificio. In pratica, gran parte del calore immagazzinato a costo zero durante il giorno viene irradiato di nuovo di notte, nelle ore più fredde, permettendo una riduzione dell’energia necessaria per riscaldare la casa.

L’acqua come strumento per l’accumulo termico

Come detto, l’acqua possiede la più elevata capacità di accumulo termico ed è perfetta per immagazzinare e distribuire il calore.

Un sistema per utilizzarla è quello di progettare un tetto sigillato che usa l’acqua come materiale di accumulo oppure una struttura dell’edificio parzialmente sommersa o integrata.

L’acqua si può riscaldare o far circolare facilmente; pensiamo ai sistemi di riscaldamento a pavimento che dispongono di una pompa e di serbatoi multipli.

Tra i sistemi costruttivi i blocchi cassero consentono di ottenere vantaggiosi tempi di accumulo dell’energia e quindi una notevole inerzia termica.