accumulo termico

Come riscaldare casa con l’accumulo termico

In un precedente articolo abbiamo parlato di accumulo termico. Tra i metodi alternativi per climatizzare la casa, troviamo quelli che si basano sull’accumulo di energie rinnovabili, pulite, generate da fonti naturali. Catturando l’energia emessa da fonti rinnovabili si creano scorte da sfruttare nel tempo. Uno di questi sistemi, il più promettente, è l’accumulo termico (o del calore). Lo scopo è duplice: contenere le emissioni nocive per l’ambiente e risparmiare in bolletta.

Riscaldare casa con l’accumulo termico: i materiali migliori da impiegare

Indubbiamente, la capacità di accumulo di calore dipende dai materiali impiegati. Tale capacità equivale alla proprietà di uno specifico materiale ottenuta moltiplicando il calore del materiale per la sua densità.

L’accumulo termico viene generato da materiali da costruzione massicci come pietre o calcestruzzo o blocchi in legno cemento: sono i migliori considerando che devono assorbire e rilasciare calore in modo non troppo rapido né troppo lento. Ad esempio, la conduttività termica dei metalli è troppo alta, mentre quella degli isolanti è troppo bassa. L’acqua possiede la più elevata capacità di accumulo termico.

La quantità di calore che verrà re-irradiato nelle ore notturne o l’entità del flusso di calore derivante dall’accumulo termico vengono calcolati dal progettista avendo come elementi di calcolo la conduttività termica del materiale, la sua capacità di accumulo termico ed il suo spessore.